sabato 11 febbraio 2012

CATTIVO COSTUME inbilico liveconcept

...due estratti dal concerto del 28-1-2012 al mamamu napoli...



grazie a Rosalia Cuciniello – narratrice ; 
Roberta Ida Izzo – cori ; 
Giuseppe (Giuzen) D’Amora – basso. 
Grazie a Mariella Soldo per la collaborazione artistica.
in questo concerto abbiamo citato poesie di
Heinrich Heine
Umberto Verdirosi
Mariella Soldo
Bertold Brecht
Claudio Gabola

domenica 16 ottobre 2011

Erika labile

Erika labile by CATTIVO COSTUME

Erika Labile

“brucia quello che puoi per incontrare te stesso togliere i veli al mondo a tutti è concesso


un dipinto e un autoscatto di Kristina Kurilionok per presentare “Erika labile”, Registrato e preprodotto da Fernando Morello  tra lo studio di Paolo Vitale e Mauro Penna (che ringraziamo sempre per il supporto) e in homerecording; grazie a R-Tron per l’apporto elettronico; missato da Salvatore Addeo agli Aemmerecords recordingStudio di Cuneo, che in occasione dell’apertura della sede di Nola ci ha voluto dare la possibilità di quest’esperienza professionale insieme a lui. Lo ringranziamo per il significativo apporto sia per visione artistica che per qualità sonora. Gli riconosciamo un eccellente approccio umano.Il dipinto associato è di Kristina Kurilionok per gentile concessione di Pramantha arte e dell’artista.
erika labile pubblicato su licenza Creative Commons

lunedì 13 giugno 2011

INCOLLOCABILI


"incollocabili...
tutto e niente
dappertutto e da nessuna parte..."



...grazie Luigi Verde per la visione...
http://ideografie.blogspot.com/2011/06/incollocabili.html

lunedì 16 maggio 2011

STATO D'ANSIA

 tumulto
allarme livello massa critica
l'inganno è palese anche ai più distratti


giovedì 17 marzo 2011

Il Mediterraneo articolo di Paco De Renzis su Labirinto dei Cattivo Costume.







ESPLORANDO IL LABIRINTO DEI
CATTIVO COSTUME

Dalle cantine underground al primo concept album totalmente indipendente: l’indie rock irrompe sulla scena musicale snobbando l’industria musicale

Negli anni 90 la scena musicale napoletana ebbe un sussulto innovativo che portò al moltiplicarsi di formazioni che suonavano i generi più disparati; e alle pendici del Vesuvio nasceva una band che lontano dalle mode del momento si dedicava anima e porco al rock alternativo. I cattivo costume hanno consumato palchi underground suonando la loro musica, ma nella giungla dell’industria discografica moderna ci hanno messo oltre 15 anni per pubblicare il primo disco, in maniera totalmente indipendente. Labirinto è un concept album di notevole qualità, dal sapore viscerale ma allo stesso tempo con una cura a dir poco maniacale dei particolari: una produzione di buon livello che rende chiari i suoni esaltando le sfumature così come cori e doppie voci; ognuna delle canzoni dimostra la volontà di non appiattire il timbro musicale con identico ritmo dall’inizio alla fine e diventa caratteristica distintiva del gruppo la capacità di cambiare registro sono riuscendo a fondere più generi nella stessa canzone. I riff introduttivi della chitarra non sembrano mai slegarsi concettualmente dalla chiusura strumentale del brano precedente dando merito alla scelta coraggiosa del concept album in un’epoca in cui l’accesso al gusto popolare e al possibile guadagno è legato sempre più al singolo di rotazione radiofonica. Testi mai banali con echi da poesia decadente e cenni ispirati dalla connotazione letteraria in versi della forma canzone che in Italia ha visto una delle massime espressioni nei CSI, più che nei precedenti CCCP, di Giovanni Lindo Ferretti: “ho amato a morte la vita… amo a morte la vita” in Saga delle contraddizioni; “comparsa fuggente spettatore affannato devoto a un copione in cui tutto è ormai già stato” in Angelo imbastardito. Il viaggio di frasi e ritornelli con rime mai forzate in una coscienza umana le cui devastazioni personali non possono staccarsi dalla fotografia di una decadenza sociale trovano la chiosa ideale nei versi conclusivi della Necessità “conquistati il tuo spazio lotta sopravvivenza – tra l’uomo e la fiera c’è poca differenza – nella forma di violenza – l’uomo la sua intelligenza… ma il potere è la sua malattia”. Labirinto è stato presentato dal vivo in un’originale performance tenuta nella Sala Teatro Ichos di San Giovanni a Teduccio, e oltre alla meticolosa organizzazione che ha visto fondersi i suoni dei Cattivo Costume con le visioni delle sorprendenti opere del maestro Umberto Verdirosi, è da sottolineare come assistere all’esecuzione dei brani renda ancor più giustizia alla bravura del gruppo e alla qualità del loro lavoro: dal cantante-chitarrista Marco Milone al bassista Valerio Varlese (fondatori del gruppo), al batterista Boris Tafuri al tastierista (geniale programmino e improvvisazioni) Ferdinando Morello fino alla corista Enza Dentale. Per conoscere in maniera più approfondita la band napoletana abbiamo parlato con il front-man e autore di tutti i testi Marco Milone:

Perché vi chiamate Cattivo Costume?

Cattivo Costume è il sistema costruito sul marcio non detto dell’ordine prestabilito… è la coscienza sopita delle genti. A 18 anni questo nome della band è uscito spontaneo, date le nostre attitudini, in contrapposizione all’inconsistente e l’effimero modello proposto dalla società del consumo e dell’omologazione… un po’ di verità l’abbiamo trovata proprio vivendo la strada dove la realtà si presenta in tutta la sua cruda durezza e dove convenzioni e convinzioni si sgretolano di fronte ad essa. La nostra terra ci insegna molto a proposito di questo

Sicuramente per il tipo di disco con cui avete debuttato il lavoro e la preparazione non potevano limitarsi all’istinto e alle poche sedute di registrazione: ma a parte la scrupolosità sul lato artistico quale difficoltà avete incontrato per produrre Labirinto e quali state affrontando visto che ancora non è reperibile nei canali convenzionali del mercato discografico?

“Queste canzoni fanno parte di un percorso durato più di un decennio, sono cresciute e maturate con noi o forse hanno atteso la nostra maturazione... e sono tutte figlie di una tappa vissuta.
nel 2010 entriamo in studio con una proposta di produzione diventata un amichevole supporto e collaborazione soprattutto per il tipo di scelta artistica che abbiamo fatto, quindi questo lavoro è un autoproduzione. Le difficoltà sono economiche. Siamo tutti ragazzi intorno ai trenta e con il precariato e la disoccupazione che ci sono in giro mangiare pagarsi affitto bollette e realizzare un lavoro di buon livello è veramente difficile; per la realizzazione abbiamo fatto tutto in 6 giorni di registrazione e altrettanti per il missaggio. E visto che anche la stampa ha un suo costo abbiamo deciso di mettere in streaming parte del lavoro e cominciare con i live in attesa di step successivi. Per questa prima fase dobbiamo ringraziare Giancarlo Ippolito per la professionalità trovata nei suoi studi di registrazione e per il supporto artistico e tecnico. Il missaggio è stato affidato a Vincenzo D'Oriano da noi ritenuto tra i più preparati nel rock nelle nostre zone...

Da un po' di tempo il vostro percorso è costellato da collaborazioni e connubi con altri artisti, dalle arti figurative alla messinscena teatrale fino ai reading di poesia: dove nasce questa esigenza di fusione con altre forme creative?

nasce dal bisogno di essere avvolti e avvolgere in un concetto più ampio della sola musica. nasce dall'incontro più o meno casuale con anime affini così è stato per la fase Circoblu con la poesia e il teatro danza di Claudio Gabola e Angela Zinno, con la personale "dominodimatteo" di Ciro di Matteo, così oggi per i quadri e le poesie del maestro Umberto Verdirosi e la recitazione di Rosalia Cuciniello. Da sottolineare che la copertina dell’album è del fotografo Luigi Verde.

I testi delle vostre canzoni sembrano visioni di autocoscienza, illustrazioni di esperienze non del tutto immaginarie: quanto c'e' di autobiografico?

che valore ha il parlare di qualcosa che non si è vissuto...?

Ho trovato molte affinità con i CSI di lindo ferretti nell'approccio  interpretativo oltre che nella struttura che lega versi e musica: quali sono i vostri riferimenti musicali? qualche fonte ispiratrice in particolare?

le nostre radici affondano nel grunge dei nirvana nel punk dei Crass nell' hard rock dei Led Zeppelin nel metal... parlando di gruppi italiani e della nostra lingua che ci consente di entrare così a fondo nei concetti: i primi litfiba (quelli fino ad "aprite i vostri occhi"), i CCCP/CSI e i Marlene Kuntz sono stati vero nutrimento... l'incontro tra l'impegno del cantautorato e la disperazione e la rivolta del rock. In generale ci piacciono tutte quelle band che hanno con la musica un approccio viscerale, e arrivano dritte allo stomaco indipendentemente dal genere musicale.

Chi volesse conoscere la vostra musica ed essere aggiornato su produzioni e live dove deve cercare?

http://www.myspace.com/cattivocostume e su diversi network... siamo in rete come un virus...
Paco De Renzis
14 Marzo 2011





Il Mediterraneo
Direttore Responsabile
Diego Penna
Editore
Amistad Edizioni Snc
Per contatti:
081 276759 – 3312320762

sabato 26 febbraio 2011

labirinto

  L'uomo la terra il caos...
un salto nel vuoto

"LABIRINTO"




                                          SAGA DELLE CONTRADDIZIONI





come un pianto incessabile di bimbo lamenta esigenze....
come uno sguardo triste fanciullo dichiara bisogni cela sofferenze....
come un’avida ricerca del nuovo inganna le noie di un’ignorata integrazione sociale....
.. ..
di duttile catena meccanica....
in mistica visione reale....
definibile indefinibile....
sovrasta spazio e tempo....
un magnetico sacrale vuoto turbolento....
.. ..
atto II saga delle contraddizioni....
percorrere un confine che non c’è....
in vorticosa linea....
di vorticosa linea....
la vorticosa linea....
.. ..
ho amato a morte la vita....
amo a morte la vita....


CIRCOLO VIZIOSO





or va cavallo pazzo





gira veloce la ruota criceto di laboratorio....
alzo gli occhi… lo spazio....
non me n’ero accorto fin qui....
.. ..
è come un circolo vizioso....
incontrastabile....
spiralico penoso....
ma estirpabile....
.. ..
chiuso qui tutto qui....
chiuso qui tutto qui....
.. ..
è un peccato restare a guardare....
le parole poi pungono....
è un peccato restare a guardare....
le parole ti pungono....
.. ..
se a un bacio delle palpebre nulla è più....


CRASH





crash....
scomporre equilibri è vortice....
giù....
per quello che sapevi già....
è una macchia nell’animo che agita perversa....
riversa tra persi sentieri....
la disperazione di un’accecata corsa....
.. ..
come maledizione fuori la linea....
si scaglia si abbatte e spazza tra morte e futilità....
.. ..
ricorda è un attimo e nulla esiste più....
mossa azzardata è un gioco maledetto....


CIRCO DEI TOPI





in marcia impazzita informale parata....
rassegna vivente fluida corrente....
la linea che taglia l’estremo in opposti....
e amore odio sia....
.. ..
urla pagliaccio allo sputar dei fuochi....
oh sorellina dipingi col mago....
nel circo dei topi....
.. ..
sia baccano nel freddo silenzio....
consolare il tuo nobile pianto....


ANGELO IMBASTARDITO





che nulla brami al mondo la mia sete smaniosa....
e i miei silenzi non diventino roccia....
parole ignare assorbite dall’etere invisibile e percettibile....
.. ..
oro l’uomo e la bestia....
oro la sua parola l’anima lavò....
d’oro....
.. ..
acqua a ristagno cuore marcito....
eccoti angelo imbastardito....
intrappolato in mille ragnatele....
muro dopo muro assolvi alle tue pene....
.. ..
un fiume d’anime inconsapevoli....
.. ..
sole velato grigio limbo dannato....
costretto reietto confinato....
comparsa fuggente spettatore affannato....
devoto a un copione in cui tutto ormai è già stato....
.. ..
un fiume d’anime inconsapevoli....
.. ..
odora vento d’evento....
distratti....
ecco l’evento tu come il vento....
.. ..
e quando tutta la carne brucerà?....
.. ..
sì! suricill o’ ’ssapeva già....
che pe’ ghij annanz s’adda cagna’....


DANZA DEL CREDO





scegli e prendi nel giardino delle rose....
rose rosse annusate e arse....
corre il tempo cambia gli scenari....
vestono diversi i tornaconti degli errori....
.. ..
muovono le masse inconsapevoli....
.. ..
contatto tribale spirito ancestrale....
futili condanne su un buffo animale....
ma il vero resta in piedi e scuote la coscienza....
scuote la coscienza la chiara evidenza....
.. ..
muovono le masse inconsapevoli....
alta la danza del credo....
.. ..
dinanzi alle tre bocche scegli....
scegli....


LA NECESSITà





giovani fratelli logori della stessa malattia





un’incosciente lobotomia....
poi è una tortura e non vuole andare via....
ecco il figlio di nessuno c’è ma come non ci fosse....
quando come dove e se… sembra irraggiungibile....
.. ..
nessuna linea unica è la necessità....
attingi alla tua fonte e sfida la gravità....
conquistati il tuo spazio lotta sopravvivenza....
tra l’uomo e la fiera c’è poca differenza....
nella forma di violenza....
l’uomo la sua intelligenza....
ma il potere è la sua malattia....
il potere è la sua malattia....
.. ..
trappole e catene....
di se stesso carceriere....
di se stesso....



produzione artistica & esecutiva - CATTIVO COSTUME
registrato negli studi di Giancarlo Ippolito, da gianko e max
missato da Vincenzo D'Oriano
copertina di Luigi Verde
http://ideografie.blogspot.com/
http://www.facebook.com/profile.php?id=1442253782

grazie a Chiara per la voce in saga delle contraddizioni